BLOG di costin |
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AmoOdioLinks | 11 Ottobre 2008
Quella mattina...Era una mattina qualunque, la solita mattina! Uno dei primi giorni di ottobre, erano quasi le otto e mi dirigevo con passo lento verso la banchina del binario due della solita stazioncina di paese. Il treno non tardò ad arrivare e dopo essere salito superando quei gradini di accesso, alti come montagne invalicabili, mi sedetti nel primo posto disponibile. Mi raggomitolai quasi come un animaletto che si apprestava ad andare in letargo; quel primo tepore dovuto al riscaldamento del treno e il mio inseparabile maglioncione a collo alto mi davano una sensazione di benessere momentaneo, quasi un’estensione del riposo, ormai ricordo della notte appena finita. Arrivato alla stazione successiva il treno frenò bruscamente e così aprii gli occhi e guardai fuori dal finestrino semiappannato. Era una giornata autunnale, il cielo era coperto, di quel grigiore neutro, risaltavano gli alberi con le loro foglie di mille colori, dal giallo al verde alle infinite tonalità di marrone, quando all’improvviso la mia attenzione si posò su quelle sagome non ben definite; un nonno con in braccio un bambino. Il piccolo sembrava salutare i passeggeri del treno, mentre il nonno lo esortava a continuare a muovere la piccola manina e sembrava lo inneggiasse al cielo. Naturalmente nessuno lo salutava e tanto meno lo degnava della minima attenzione fino a quando la mia mano quasi senza un mio cosciente comando si avvicinò al vetro e con movimento rotatorio tolse quella patina velata sul vetro… Il pargolo che proprio in quel momento stava guardando quel finestrino, prese il mio gesto come un saluto e rimasi colpito dal suo viso che si illuminò improvvisamente e il suo corpo cominciò ad agitarsi con quella naturalezza ed energia che contraddistingue i bambini. Anch’io non potei non sorridere ma subito mi ritrassi e mi guardai attorno…il treno ripartì! Ritornai subito nel mio “letargo” ma la mia mente cominciò a pensare, quasi innescata da quello strano attimo. Quella giornata di lavoro fu molto strana, non riuscii mai a trovare la giusta concentrazione perché la mia mente continuava a pensare a quell’accaduto, che a prima vista poteva sembrare banale, ma che mi fece riflettere profondamente sulla vita, su come siamo e dove viviamo. Purtroppo come sempre il tempo è tiranno e per ora la “mia stilografica” ha finito l’inchiostro… Spero di riuscire a scrivere alcune delle considerazioni che sono passate come meteore nella mia mente nei prossimi tempi e sarei felice se qualcuno volesse scrivere cosa gli è passato per la mente leggendo questo breve scritto! Sono convinto che in ogni cosa che accade nella vita ci sia sempre un significato più o meno nascosto, una morale e che il destino prima o poi ci apra gli occhi.
A.B.
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